La nostra storia, dalla penna di un fondatore.

Pensieri e parole di Corrado “Benny” Benassi, socio fondatore e Volontario con la maggior anzianità in servizio.

Tutto inizia nel novembre 1982.

Era lunedì, giorno di mercato che allora si effettuava ancora nel concentrico.

I miei compari di merende erano al bar sport, quando furono attirati da rumori provenienti dall’estrerno: una signora anziana era caduta vicino al bar – albergo Teatro.

Il tempo passava e quello sino all’arrivo dell’ambulanza sembrava interminabile. La sera ci siamo ritrovati e abbiamo discusso proprio dei tempi di arrivo dei soccorsi e del fatto che a Castellamonte non esistesse un qualcosa che potesse intervenire celermente. Alla fine giungemmo alla conclusione che si doveva fare qualcosa. Inizialmente siamo andati ad infomarci presso un ente già presente sul territorio, venendo via dai colloqui non molto soddisfatti, ma intenzionati a cercare una soluzione. Parlando con Adriano Gai scoprimmo allora che a Castellamonte già esisteva un comitato della Croce Rossa, non funzionante ma esistente anche giuridicamente, nella persona di Sergio Rivara, al momento dipendente comunale e designato dal prefetto come referente della CRI.

Spinti dalla voglia di fare lo contattamo immediatamente e lui, con quella faccia paciosa, ci confermò l’esistenza dell’allora sottocomitato, suggerendoci di parlarne con il Sindaco di allora, Eugenio Bozzello,il quale manifestò tutto il suo appoggio per l’eventuale ripresa dell’attività.

Vista la possibilità ed ottenuto l’appoggio delle istituzioni ci siamo informati su cosa era concretamente la CRI, facendo alcuni incontri in Comune con rappresentanti CRI torinese che ci hanno informato sui dirittidoveri dei VDS (volontari del soccorso). Abbiamo iniziato a cercare possibili volontari che avessero tempo voglia da dedicare agli altri, organizzando corsi di primo soccorso tenuti da personale medico qualificato e corsi in sede tenuti dal dott. Scala. Mentre si eseguivano i corsi, i primi possibili autisti si recavano a Torino a sostenere gli esami per la patente di guida dei mezzi CRI.

La macchina era ormai partita, adesso dovevamo presentarci alla popolazione Castellamontese. Quale modo migliore se non una festa organizzata nella Piazzetta che ci ha visti nascere e crescere? Oltretutto la nostra sede era lì, in tre stanze un pò anguste… ma per noi bellissima!

Era il 03 luglio 1983 ed abbiamo riempito la piazza di tavoli e servito una spuntino a tutti quelli che si sono presentati, con un grande lavoro di tutti i VDS e, non dimenticati, i primi PIO ( come li chiamavamo noi, i PIONIERI di cui alcuni fanno servizio ancora oggi). Siamo anche andati a prendere gli ospiti della Casa di Riposo Domenica Romana e li abbiamo portati in piazza a divertirsi, ascoltando Cichinetto e i sui musici fino a tarda ora.

Il giorno dopo sono cominciati ufficialmente i servizi, che inizialmente erano solo notturni con undici squadre che ruotavano nel tempo, poi ci fu richiesto di aumentare la disponibilità fino alle 24h.

Da tre ambulanze siamo riusciti a ricavarne una quasi perfettamente funzionante e il comitato Ivrea ci prestò una ambulanza Alfa Romeo (che noi chiamavamo L’Alfone), con cui abbiamo fatto dei servizi quasi inpossibili, andare a Lione o Ala di Trento con la paura di non arrivare o di non tornare.!

Una cosa che di certo abbiamo fatto sin da subito è stata la ricerca e l’acquisto di materiali/ausili all’avanguardia, in modo da eseguire il servizio nel miglior modo possibile. Non scorderò quando per la prima volta siamo arrivati al pronto soccorso di Ivrea e abbiamo spostato il trasportato con la barella a cucchiaio: tutti i presenti la quardavano come se fosse l’invenzione del secolo!O quella volta, qualche anno dopo, che abbiamo portato a vedere ai responsabili del reparto cardiologia la prima ambulanza attrezzata per la rianimazione. Dopo aver guardato l’interno hanno richiuso le porte dicendoci “NON ABBIAMO NIENTE DA INSEGNARVI”. Soddisfazione pazzesca!

Ricordo volentieri quel gruppo iniziale che ha dato inizio a tutto, Adriano Gai, Nino Robinson e i suoi fratelli, Dario Carlevato, Biagino Bergia, Michele Ansaldi, Vito Calviello ed io.

Siamo stati artefici di una storia un po’ folle. ma che ancora continua a scrivere pagine di “follia umanitaria” porgendo a tutti i bisognosi il proprio appoggio e sostegno.

Siamo cresciuti, abbiamo una sede bella e funzionale, un parco macchine tra i migliori e una massa umana sempre in movimento e pronta a sacrificarsi per il prossimo!